Ansia da prestazione o vera disfunzione erettile ? Studio dell’Università di Catania, pubblicato su Journal of Clinical Medicine

Quante volte ci siamo chiesti, in particolare gli uomini che ne so!rono e le rispettive compagne, se si trattasse di un vero disturbo di erezione o semplicemente di una questione di ansia da prestazione ?

Adesso uno studio clinico dal titolo “Differences in Penile Hemodynamic Profiles in Patients with Erectile Dysfunction and Anxiety” pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Clinical Medicine, ad opera degli endocrinologi del Policlinico Universitario di Catania in collaborazione con i colleghi dell’Università di Catanzaro, suggerisce un originale algoritmo diagnostico in grado di facilitare la comprensione di questa difficile diagnosi differenziale, che comporta nei fatti, strategie terapeutiche completamente differenti.

Ci siamo basati sull’analisi velocitometrica delle arterie cavernose dopo stimolo farmacologico – spiegano Aldo Calogero e Sandro La Vignera -, l’erezione è un fenomeno neuro-endocrino-vascolare inducibile mediante...

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Diabete mellito: la cura farmacologica migliora la funzione testicolare

Diabete mellito, cura farmacologica migliora la funzione testicolare

I farmaci ipoglicemizzanti di nuova generazione, impiegati nella cura farmacologica del diabete mellito migliorerebbero la funzione testicolare. Lo rivela un recente editoriale – dal titolo “Is there a role for glucagon-like peptide-1 receptor agonists in the treatment of male infertility?”- pubblicato sulla rivista Internazionale “Andrology”, organo ufficiale di European Academy of Andrology, a firma dei docenti e ricercatori endocrinologi Sandro La Vignera, Rosita Angela Condorelli, Rossella Cannarella e Aldo Eugenio Calogero del Policlinico “Rodolico” dell’Università di Catania in collaborazione con il prof. Antonio Aversa ed Emanuela Greco dell’Università di Catanzaro.

Infertilità in Sicilia orientale, a rischio un maschio su quattro

Allerta sul problema dell’infertilità maschile: necessario recuperare la cultura della prevenzione primaria.

Un’indagine condotta da un’equipe di scienziati catanesi lancia un’allerta sul problema dell’infertilità maschile e sulla necessità di recuperare la cultura della prevenzione primaria. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa Journal of Clinical Medicine, rileva un progressivo calo del numero di spermatozoi nel liquido seminale dei maschi della Sicilia orientale. Molto spesso un giovane a 18 anni ha già fatto il primo elettrocardiogramma ma non si è ancora sottoposto ad una valutazione orchidometrica essenziale per la corretta stima del volume testicolare, un parametro strettamente legato alla fertilità.

Critico declino del numero di spermatozoi tra gli uomini della Sicilia orientale

Critico declino del numero di spermatozoi tra gli uomini della Sicilia orientale

Lo dimostra uno studio condotto dalla Scuola di Endocrinologia del Policlinico di Catania La conta spermatica tra gli uomini in epoca fertile della Sicilia orientale si riduce progressivamente. Lo dimostrano i risultati di uno studio - dal titolo Temporal Trend of Conventional Sperm Parameters in a Sicilian Population in the Decade 2011–2020 pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista Journal of Clinical Medicine – condotto dall’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia, Malattie del Ricambio e della Nutrizione del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Catania (presidio ospedaliero Policlinico “Rodolico – San Marco”). I risultati, esitati in un lavoro di tesi di laurea sperimentale del dott. Carmelo Gusmano (tutor il prof. Sandro La Vignera dell’Università di Catania, collaborato dalla dott.ssa Rossella Cannarella, endocrinologo esperto in biostatistica applicata alle patologie del sistema endocrino e dalla prof.ssa Rosita A. Condorelli, endocrinologo esperto nel campo della Endocrinologia della riproduzione) per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia confermano la riduzione del numero di spermatozoi nel liquido seminale di un campione popolazionistico rappresentativo della Sicilia orientale nel quinquennio 2016-2020, rispetto a quello precedente...

Infertilità maschile: prevenire l’insorgenza dell’ipogonadismo

Ormai da oltre un decennio le evidenze scientifiche confermano che in quasi la metà dei casi di infertilità di coppia la componente maschile ne è causa o concausa.

Questa consapevolezza ha progressivamente determinato un mutato approccio nei riguardi della problematica, con ripercussioni di tipo clinico e culturale.

Anche il vissuto dei pazienti ha subito modifiche delle dinamiche psico-relazionali: una volta era sempre e soltanto la donna ad essere osservata sul piano diagnostico, oggi la comunità scientifica sa bene che l’uomo rappresenta l’altro anello debole della catena.

Un passo avanti determinante in questo senso è stato compiuto con l’applicazione su larga scala delle procedure di fecondazione in vitro, in grado di risolvere anche i casi di infertilità maschile più severi (nei casi di azoospermia mediante recupero di spermatozoi dal testicolo finalizzato a ICSI; nei casi di bassissime concentrazioni di spermatozoi mediante diretto ricorso a ICSI)...

R&S Ricerca&Salute: Infertilità maschile: prevenire l’insorgenza dell’ipogonadismo